domenica 18 marzo 2012

GRAZIE!

L'Associazione ringrazia di cuore tutti coloro che sono stati la vera anima della festa de "A VECCHIJ": i suonatori, i bambini, i cantori, i danzatori, i visitatori venuti da lontano, i compaesani con la loro ospitalità e convivialità, quelli che moralmente ed economicamente ci sostengono, tutti coloro che hanno sfidato il freddo pungente rendendo più calda l’atmosfera.

Riconoscenti
A CRAP Z’È SCIOT

giovedì 9 febbraio 2012

A VECCHIJ 2012


A VECCHIJ è una manifestazione popolare carnevalesca di tipo celebrativo svolta nel periodo quaresimale comunemente conosciuta come “sega la vecchia”, nella quale un fantoccio dalle sembianze di una vecchia viene segato e smembrato, ritrae e testimonia quegli aspetti della cultura contadina che rappresentava, in una dimensione festiva ritualizzata, la transizione stagionale dall’inverno alla primavera, della ciclica morte e rinascita della natura.


Associazione Culturale
A CRAP Z’È SCIOT

con le Associazioni Culturali:
MAITUNAT di Pietracatella, I MAITUNAT di Gambatesa, AGORART di Biccari, ETHNOS di Lucera  TERRAVECCHIA IN FOLK di Pietramontecorvino, A.C.T! MONTI DAUNI di Troia
e con:
Cattedra di Antropologia Culturale Università degli Studi di Foggia
Agenzia di sviluppo Monti Dauni GAL Meridaunia
Comitato per la Promozione del Patrimonio Immateriale

SAN MARCO LA CATOLA (FG)
Sabato 10 Marzo - dalle ore 17.00

Processione della vecchia per le vie del paese accompagnati dai suonatori e i cantori di Gambatesa e di Pietracatella con la musica tradizionale del nostro territorio e “I MAITUNAT” (una tipologia di canti improvvisati augurali, propiziatori o satirici), dalle tammurriate del gruppo TERRÆMARES, e dalle danze della tradizione con gli amici delle associazioni AGORART ed ETHNOS.

Al termine del percorso - ore 22.00 circa

A VECCHIJ

Alla processione possono unirsi tutti gli appassionati e suonatori di musica popolare col proprio strumento. Lungo il tragitto intrattenimenti gastronomici.


Domenica 11 Marzo – ore 16.00
RELAIS SAN PIETRO
(Celenza Valfortore – Via per Carlantino – Loc. San Pietro)

Sesto appuntamento con un incontro (a cui prendono parte studiosi, ricercatori e professori di Antropologia e di Tradizioni Popolari provenienti dal mondo accademico italiano), che partendo dagli aspetti storici e culturali del rito de “A Vecchij”, offre riflessioni sul folklore tradizionale e sulla contemporaneità. Quest’anno l’attenzione è rivolta ai temi della promozione del patrimonio immateriale.

LA TERRA CHE SI RINNOVA

Interventi:

Antonio SANTORIELLO Direttore giornale FORTORE
Alberto CASORIA Presidente GAL Meridaunia
Giuseppe TORRE Comitato per la promozione del Patrimonio Immateriale

Relatori:

Patrizia RESTA
Ordinario di Antropologia Culturale Università degli Studi di Foggia
SEGARE LA VECCHIA PER SALVARE LA MEMORIA

Ferdinando MIRIZZI
Ordinario di Antropologia Culturale Università degli Studi della Basilicata
FESTE DI MEZZA QUARESIMA NELLA PROSPETTIVA DEI PATRIMONI IMMATERIALI

Modera lo scrittore e giornalista: Francesco BARBARO


...........................

Un ringraziamento particolare va a FAVER S.p.A. e a tutti i sostenitori della  manifestazione.
 

domenica 7 agosto 2011

TERRAVECCHIA IN FOLK 2011


PIETRAMONTECORVINO (Fg) – Per la sua quinta edizione, il Terravecchia in Folk torna a farsi in tre e trasforma il centro medievale di Pietramontecorvino nel “Borgo della Musica”. Il 26, 27 e 28 agosto, la città della Torre Normanna celebrerà il proprio legame con la musica popolare e le sue evoluzioni, dallo ska al dub, dal reggae alla world music, passando per le tradizioni musicali di Puglia, Calabria e Molise. Proprio al Molise è dedicata una sezione della tre giorni col gemellaggio con il “Riccia Folk Festival” e il convegno cui parteciperanno l’etnomusicologo Vincenzo Lombardi, il direttore della rivista “Fortore” Antonio Santoriello e il gruppo dei Musicanti della Memoria. Terravecchia in Folk sarà il contenitore di tre diversi momenti musicali e artistici: ARTinSTRADA, FOLKinCORSO e TERREinMOTO. I tre giorni saranno inaugurati il 26 agosto da un triplo appuntamento: alle 20, ai piedi della Torre Normanna, le voci e le storie della tradizione popolare calabrese troveranno corpo e anima nel cantastorie Nando Brusco; alle ore 21, il concerto di Coquette Band nel Giardino Pensile; alle 22.30 la Banda Adriatica. Ancora più ricco il programma di sabato 27 agosto con l’apertura di FOLKinCORSO dedicata a “La tarantella del Gargano” (dalle ore 15 lo stage gratuito ad opera di Tarantula Garganica nella Sala delle Stalle di Palazzo Ducale) e alla “Costruzione dei flauti di canna” a cura dell’associazione “A crap z’è sciot” (dalle ore 15 nei locali della Torre). Alle 20.30, il programma del 27 agosto proseguirà con il concerto itinerante di Conturband, mentre alle 22 e alle 23.30 saranno i Bisca e Tarantula Garganica a far vibrare il borgo di musica e danze. Chiusura in grande stile quella di domenica 28 agosto con “La musica del Vesuvio” (A’ Paranza R’o Lione), il convegno e l’incontro musicale di “Ospitando il Molise”, il gemellaggio con il “Riccia Folk Festival”, i Musicanti della Memoria, i Maitunat, il Francesco Loccisano Quartet e il concerto di Enzo Avitabile e i Bottari.
I concerti, così come gli stage di musica, danza e canto sono gratuiti: per le iscrizioni, terravecchiainfolk2@libero.it. Quest’anno, il Terravecchia in Folk fa parte di Daunia Felice, la rete dei festival di Foggia e dei Monti Dauni.

A CRAP Z’È SCIOT offre in occasione del Festival, corsi per imparare a costruire flauti di canna, basati sulle pratiche costruttive del mondo agro-pastorale del territorio.
Riteniamo importante mantenere un sentire che non rimanga prerogativa di un universo in estinzione, e tramandare una conoscenza che dia gratificazione nel creare con le proprie mani un mezzo che comunichi identità.
I laboratori si terranno il 27 e 28 agosto nell’area Festival a partire dalle ore 16. Tratteremo dalla scelta e raccolta delle canne agli accorgimenti tecnici per l’intonazione dello strumento.
 Alcuni flauti di canna realizzati da un anziano costruttore locale.

martedì 12 luglio 2011

FORTORE

È uscito il secondo numero di Fortore. Il periodico, edito dall’Associazione Trediciarchi, è un progetto editoriale che nasce dalla consapevolezza, ormai diffusa, di un territorio dalle indiscutibili caratteristiche simili e da una evidente omogeneità culturale con innesti e contaminazioni che vanno dalle tradizioni alla gastronomia, dai riti al dialetto.
L’Associazione, con sede a Riccia, ha come fini quelli di svolgere attività di studio, di ricerca, di informazione e di documentazione per favorire la conoscenza dell’area del Fortore nella sua estensione extra regionale e contribuire sia al recupero del patrimonio storico, artistico, demoetnoantropologico, archeologico, naturalistico e ambientale, sia alla riscoperta di una comune identità che trova fondamento nelle affinità etniche, culturali ed economiche della popolazione presente sul territorio.
Fortore vuole diventare un mezzo e una nuova voce attraverso cui confrontarsi, dibattere ed elaborare proposte. Essere uno strumento di promozione dei paesi fortorini, facendoli scoprire o riscoprire anche da chi lo popola, affinché insieme possa svilupparsi una coscienza delle potenzialità dell’area oltre i confini amministrativi assegnati.
Diretto da Antonio Santoriello, il periodico si avvale del contributo di professionisti e di collaboratori che da anni vivono e operano in una realtà troppo a lungo dimenticata dai palazzi della politica, ma che proprio da questo provocato “isolamento” potrebbe ritrovare linfa vitale per una rinascita ancorata a valori ancora integri al suo interno.
Il giornale è distribuito gratuitamente nelle edicole e nei locali pubblici dei trenta comuni ricadenti nell’area fortorina del Molise, della Puglia e della Campania.
Il nuovo numero, ricco di notizie e di articoli che fanno conoscere approfonditamente aspetti poco noti e attrattive delle nostre comunità, contiene anche un pezzo di Michele Bianchi riguardante “A Vecchij” e “La Terra che si rinnova”, di seguito integralmente riportato:

A Vecchij/La Vecchia
Un antico rito agrario pre-cristiano rivive a San Marco la Catola grazie all’Associazione “A crap z’è sciot”

A partire dal 2007 il mese di marzo, nel comune di San Marco la Catola, è caratterizzato da una manifestazione che vede la presenza di studiosi, ricercatori e professori di Antropologia e di Tradizioni Popolari provenienti dal mondo accademico italiano. Il motivo che nel corso degli anni ha portato a sedere allo stesso tavolo di discussione professori del calibro di Paolo Apolito, Luigi Maria Lombardi Satriani, Fabio Mugnaini, Patrizia Resta e Vincenzo Spera, solo per citarne alcuni, è dato dall’incontro a tema fisso: La Terra che si rinnova. Religiosità arcaica nel folklore contemporaneo. Il convegno costituisce la conclusione del calendario di appuntamenti, compresi quelli musicali, legati alla festa de A Vecchij, una festa-rito di metà Quaresima la quale, dopo essere quasi del tutto scomparsa nel vissuto sammarchese, è stata ripresa e ritradizzionalizzata. Il momento centrale della festa è costituito da una performance teatrale che vede come protagonisti giovani sammarchesi in veste di medici impegnati nel segare il fantoccio della Vecchij e nel commentare sarcasticamente gli oggetti estratti dall’addome della “paziente” (pietanze, attrezzi da lavoro, interiora di animali, cianfrusaglie, caramelle e dolcetti per i bambini); battute, gags e colpi di scena divertenti intrattengono il pubblico accorso a vedere. L’importanza ed il significato che assume la maschera della Vecchia di metà quaresima nel mondo contadino è testimoniato da molta tradizione degli studi demologici ed antropologici. Le pratiche legate alla maschera della Vecchia si inserivano in un complesso rituale e simbolico che vedeva in questi riti, come afferma M. Fresta, “gli elementi di un rito agrario pre-cristiano, dove il periodo di rappresentazione coincide con il passaggio dall’inverno alla primavera, … quando la resurrezione del mondo agricolo veniva preparata dal sacrificio cruento di un uomo”. Sebbene questo mondo simbolico e rituale non appartiene già da tempo alla nostra società, tantomeno alla comunità sammarchese, la festa de A Vecchij, come molti altri appuntamenti festivi, ha avuto negli ultimi anni nuova vita grazie al lavoro e alla volontà delle associazioni locali, tra queste “A crap z’è sciot”, che si è fatta carico degli aspetti organizzativi e logistici. Senza entrare nelle dinamiche sociali che hanno caratterizzato la genesi e lo sviluppo della festa nel contesto sammarchese odierno, possono essere evidenziati alcuni elementi. Una delle peculiarità è da ricercare necessariamente nella funzione che il convegno assume nell’economia della festa. L’idea di organizzare un incontro che possa sviluppare una comprensione maggiore della festa, costituisce un punto centrale dell’opera di ripresa a partire dal 2007. Per comprendere questa volontà è necessario sottolineare innanzitutto un cambiamento della natura degli attori sociali protagonisti di queste pratiche: i nuovi portatori sono in genere giovani che maturano il proprio vissuto di esperienze fuori dal proprio contesto di origine. Questo vale ancora di più oggi, dove ad una distanza “spaziale” ne va aggiunta una “socio-temporale”.
Ciò che divide gli attori sociali dai contesti di riferimento simbolico dai quali attingere elementi culturali (che vengono poi ri-assunti e nuovamente elaborati) non è dato solamente dalla diversità di vissuto quotidiano rispetto al passato contadino. La “lontananza socio-temporale” si qualifica nei termini di cesura delle radici contadine passate e dalla volontà di rimozione collettiva di una memoria fatta di sacrificio, difficoltà socio-economiche e sfruttamento. Riprendere e ri-organizzare una festa di matrice contadina si traduce così in bisogno, tanto politico quanto sociale, di ricostruzione comunitaria e di ri-acquisizione di memoria; di ri-contrattazione della storia passata e di messa in discussione dei paradigmi economico-sociali legati alla società del consumo contemporanea. All’interno di questo orizzonte sociale il convegno in primo luogo soddisfa la necessità di comprensione e di conoscenza della festa. In secondo luogo costituisce una forma di legittimazione, tanto interna quanto esterna alla comunità: nel momento in cui si cerca di riprendere o rivitalizzare una festa il riconoscimento da parte di una fonte autorevole (in questo caso l’Università) offre legittimità e conferma la validità del lavoro svolto fino ad oggi. Ponendosi infine come valore aggiunto di un appuntamento che si presenta al territorio, il convegno richiama l’attenzione dei media regionali, i quali a loro volta aumentano il valore simbolico della festa nelle sue molteplici sfaccettature. Nell’ultima edizione, svolta lo scorso 27 marzo, gli interventi tenuti dalle professoresse Laura Bonato, dell’Università di Torino e Francesca Scionti, di quella di Foggia, hanno sottolineato come i giovani, oggi agenti del “rito” della Vecchij, grazie ai movimenti, ai rapporti di collaborazione instaurati nel tempo e alla consapevolezza maturata da una continua documentazione, riescano ad elaborare un prodotto culturale inedito e una riproposta che assume una propria unicità socio-culturale.

Michele Bianchi


giovedì 26 maggio 2011

2 GIUGNO A TROIA


FESTA DEGLI ANTICHI MESTIERI E DELLE TRADIZIONI POPOLARI

Ben 32 tra associazioni e circoli culturali, gruppi folk, enti locali, associazioni di categoria e imprese dei Monti Dauni coinvolte nella manifestazione

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul Lavoro”. Per questo a Troja un folta schiera di associazioni e circoli culturali, pro loco, enti locali, associazioni di categoria, gruppi folk e imprese del territorio hanno deciso di festeggiare il 2 Giugno, Festa della Repubblica, celebrando il lavoro e i lavoratori d’un tempo.  Un nutrito gruppo di artigiani Giovedì 2 Giugno animerà a Troja la prima “Festa degli Antichi Mestieri e delle Tradizioni Popolari”. Per le stradine del centro storico di Troja ritroveremo personaggi del passato come lo scarparo, lo stagnino, il vasaio, il maniscalco, il cantastorie, il banditore, l’impagliasedie, la filatrice, la ricamatrice, il cestaio, il falegname, il fabbro-ferraio, lo zampognaro, la sarta, il barbiere, il fornaio. In Piazza Cattedrale sarà allestita "L'Aia in piazza", dove gli allevatori Luca di Ruberto, Antonio Tricarico e Mauro Romano porteranno bufali, capre, tori, cavalli ed animali di bassacorte oltre ad un ampia esposizione di antichi attrezzi agricoli a cura dei soci di Coldiretti e Confederazione Italiana Agricoltori. Un gruppo di giovani rievocherà inoltre i “Giochi di una volta”, tratti da uno studio di Elena D’Alessandro.

La mattinata poi sarà arricchita da musica in piazza in compagnia delle associazioni culturali “A Crap z’è Sciot” di San Marco la Catola, “Terravecchia in Folk” di Pietramontecorvino e “I Maitunat” di Pietracatella. Due mostre d’arte avranno luogo tra le strade e gli slarghi del borgo: un mostra di oltre trecento Foto d’Epoca sui primi del Novecento a Troja a cura di Mario Rosario Donnini e Dino Curci ed una mostra d’arte pittorica con la partecipazione di 15 artisti dell’Accademia delle Belle Arti di Foggia. A pranzo ritroveremo  “Il cibo di una volta” in due percorsi enogastronomici che si snoderanno lungo tutto il paese e proporranno ai visitatori le prelibatezze della tradizione gastronomica locale. L’iniziativa vedrà alle prese con le antiche ricette i forni “Zurlo” e “Capano & Varo”, i ristoranti tipici “Fra due Terre”, “D’Avalos” e “Alba d’Oro”, l’Agriturismo “Montaratro”, i produttori di vino “Le terre del Catapano – SPQT” e “Monsignore” e infine le pasticcerie “Casoli” e “Aquilino”.

Nel pomeriggio, assisteremo ad un dibattito su: “Il lavoro in una società che cambia: Antichi Mestieri e nuove opportunità” con Giovanni Guadagno dell’associazione culturale “La Melagranata”, Antonio D’Amico, segretario nazionale della Federazione Italiana Tradizioni Popolari, Alberto Casoria, presidente del GAL “Meridaunia” e Edoardo Beccia, sindaco di Troja. Ad inframmezzare il dibattito vi sarà una lettura in piazza di "Racconti d’un Tempo" tratti dal volume “C’era una volta” di Antonio Colella e una lettura di poesie in vernacolo di Mario Velluto, interpretate da Dina Ciullo. La manifestazione terminerà in serata con una Festa in Piazza, animata dal concerto musicale degli “UNZA UNZA BAND” e da una Grigliata di Bufalo offerta dall’azienda agrizootecnica “Serra dei Bisi”. Il tutto accompagnato, naturalmente, dal buon Nero di Troja.

Per info: turismo.montidauni@gmail.com                            www.actmontidauni.it

Tel. 0881/970020



L'iniziativa è organizzata da A.c.t! Monti Dauni - Associazione Culturale & Turistica, l'Associazione "La Melagranata", le Pro Loco di Troja e Orsara, l'Associazione "A.P.G" di Troja, il Circolo "Antonio Salandra", la Coldiretti, la Confederazione Italiana Agricoltori, le associazioni culturali "Terravecchia in Folk" di Pietramontecorvino, "A Crap z’è Sciot" di S. Marco La Catola, "I Maitunat" di PIETRACATELLA, con il patrocinio del Comune di Troia e della Provincia di Foggia, con il partenariato del GAL "Meridaunia", del distretto Culturale "Daunia Vetus", della Federazione Italiana Tradizioni Popolari e del Centro Studi Tradizioni Popolari "Terra di Capitanata".


martedì 29 marzo 2011

GRAZIE!

L'Associazione Culturale A CRAP Z’È SCIOT ringrazia sentitamente tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita della festa de "A VECCHIJ".
Ringrazia particolarmente quanti ci hanno aiutato nell'organizzazione dell'evento, quanti ci hanno sostenuto moralmente ed economicamente, quanti hanno suonato, cantato e ballato, quanti hanno ospitato la vecchia a casa loro, quanti si sono divertiti, quanti si sono ubriacati, quanti sono venuti dagli altri paesi, insomma quanti hanno contribuito a creare un atmosfera conviviale serena e festaiola, senza tutte queste persone non sarebbe stata la stessa cosa.

Riconoscenti
A CRAP Z’È SCIOT